LE PIEVI DEL LAGO DI GARDA
Bardolino
San Severo
Uno dei capolavori più suggestivi del romanico gardesano da non perdere, si trova proprio a Bardolino lungo la strada Gardesana. Risale al XI sec, ma sorge su una preesistente costruzione dell' 893, come testimoniano gli scavi a vista dell'antica cripta. Entrando nella pieve,nonostante sia posta proprio sulla trafficata via Gardesana, l'atmosfera intima e sacra delle chiesette romaniche riesce a rapire anche il visitatore più distratto e i rumori del lago e delle auto spariscono per incanto. Preziosissimi e singolari cicli di affreschi dei secoli XI e XII sorprendono per i loro colori ancora vivi e rappresentano la Nascita di Cristo e L'Apocalisse e Storie della vera croce. Suscita forte emozione anche il grande crocifisso ligneo che campeggia sull'altare. Appena fuori, lo slanciato campanile romanico conserva al suo interno strutture del periodo dell'Alto medioevo.
Chiesetta e corticella di San Zeno
Splendida e toccante la chiesetta altomedievale carolingia con piccola corte che sorse sul finire del IX sec. come cappella de monastero veronese di San Zeno. Alcuni documenti la datano addirittura al lontano 807. Si presenta a croce latina ed unica, piccola navata con articolato sistema decorativo. Sulle pareti ampi frammenti di affreschi del tempo raffiguranti San Pietro, la Vergine e l'Evangelista Luca.
Eremo di San Giorgio. Oratorio di San Giorgio
Sulla sommità del colle di San Giorgio, nel territorio del comune di Bardolino, sorge il
panoramico Eremo camaldolese, proprio a picco sul lago di Garda, che offre incantevoli visioni. Sulle rovine dell'antico oratorio oggi sorge la cappella monacale ad una navata e tre cappelle laterali che custodiscono magnifiche pale d'altare tra cui una pala di scuola veneziana che ha per soggetto San Giorgio e il drago.
Chiesetta di San Vito
Dall'Eremo, scendendo verso Bardolino e superata la contrada di Cortelline ci si imbatte nella chiesetta di origine altomedievale dedicata a San Vito. La torre campanaria fu ristrutturata in epoca romanica.
Lazise
Chiesetta romanica di San Nicolò
Dedicata al protettore delle acque, si affaccia sul pittoresco porticciolo al centro di Lazise. Sulle sue pareti frammenti di affreschi trecenteschi di scuola veronese. All'esterno una caratteristica edicola con il volto rasserenante di una Madonna con Bambino, bizantineggiante, del sec. XIII.
Cisano
Pieve di Santa Maria di Cisano
Sulla statale verso Lazise, a circa 3 km a sud di Bardolino si trova la romanica Pieve di Santa Maria . All'interno della muratura si trovano inseriti frammenti di plutei carolingi ed elementi di un calendario locale. Dell'antico edificio romanico rimangono la facciata a capanna, il bel campanile e il caratteristico alternarsi di corsi alternati di laterizio e ciottoli, il bellissimo protiro che somiglia molto a quello della Cattedrale a Verona. Notevole l'abside ad elevato cromatismo, tipico dell'arte romanica veronese. All'interno una pala d'altare databile al '500 raffigurante l'Immacolata Concezione e una Madonna lignea.
Caprino fraz. di Ceredello
Chiesetta di Santa Cristina
La chiesetta romanica spunta solitaria nella campagna di Caprino e conserva al suo interno affreschi trecenteschi. che sovrasta la piana di Caprino. Le sue origini sono datate al secolo XIII, quando si attestava la presenza di una fiera tradizionale e di una chiesa. Nel corso della peste del 1630 , la chiesa fu adibita a lazzaretto. In seguito si resero necessari vari interventi di disinfestazione come l'intonacatura a calce che imbiancò le pareti interne, ricoprendo purtroppo anche gli affreschi trecenteschi. A fine '800 vennero alla luce, ampi frammenti degli originali affreschi del 1300. Attualmente la chiesa è oggetto di particolare devozione da parte della gente di Ceredello, che festeggia la santa patrona il 24 luglio con cerimonie religiose ed una tradizionale sagra.
Castion
Chiesetta di San Verulo
Di origine romanica risalente al XIV sec.
Affi
Chiesetta romanica di San Bartolomeo
Si pensa che questa chiesetta risalga al lontano sec XIII. Gli interessantissimi affreschi al suo interno sono stati recentemente restaurati, mostrano un succedersi di epoche pittoriche e propongono immagini del Santo che morì scuoiato,(notare l'iconografia che lo ritrae con in coltello dalla lunga lama affilata), protettore dunque dei macellai e legato alla figura del maiale. Si noti infatti nella bellissima Ultima Cena sulla parete sinistra che al posto del pesce davanti alla figura di Gesù c'è un piatto in cui si riconosce proprio un maialino. A fine Agosto, il 24, Affi è in festa per celebrare i "porsèi" (maiali). Meravigliosa e luminosa la Vergine con il Bambino raffigurata sulla porta di ingresso venuta fuori proprio nei recenti restauri, di cui si ignorava l'esistenza. Di valore anche la Madonna in trono con Bambino.
Curiosità: Detti popolari
"A San Bartolomio, ogni fruto l'è compio": ogni frutto è maturo.
"de San Bartolomio le rondene va con Dio" A fine estate le rondini migrano.
Brenzone
Ogni mercoledì, giugno-settembre, visita guidata - a piedi ed in bus - alle Chiese medievali di Brenzone
Informazioni ed iscrizioni: IAT - Pro Loco "Per Brenzone".
I.A.T. Tourist Office PRO LOCO "PER BRENZONE"
Via Zanardelli, 38
I - 37010 Porto di Brenzone (VR)
Tel. e Fax +39 045 7420076
www.brenzone.it - info@brenzone.it
Biasa
Chiesa di Sant' Antonio
Non si conoscono con certezza le origini della chiesa di Sant'Antonio Abate. Secondo gli affreschi interni si può datare alla seconda metà del Trecento. La facciata sporge su un dirupo. La nobile famiglia dei Brenzone la scelse come custode della tomba di famiglia e ancor oggi si possono scorgere i loro nomi a ricordo del monumento funebre andato perduto.
Castelletto
Chiesa di Sanzen de l'Oselét
Capolavoro d'arte romanica di origini molto antiche con interessanti affreschi. Si tratta di un ciclo pittorico recentemente restaurato. L'edificio sorge forse sulle rovine di un antico tempio pagano, ma quello che si può vedere oggi in forme romaniche risale ai secoli XI-XII e XIII. Sulle pareti della navata minore si ammirano affreschi tardo romanici d'impronta bizantina.
Assenza
Chiesa di San Nicola
Era dedicata al santo protettore dalle insidie delle acque ed è documentata a partire dal sec. XII. All'interno si possono ammirare tracce di antichi affreschi. L'interno, segnato dai due arconi gotici quattrocenteschi, è a un'unica navata. Lungo la parete di settentrione un piccolo ingresso laterale, d'epoca romanica, conduceva al piccolo cimitero contiguo. Il tetto della navata è a capriate scoperte, il coro è coperto da una doppia volta a crociera con vele gotiche. Le pareti interne conservano interessanti riquadri affrescati eseguiti intorno alla fine del Duecento e Trecento.
Campo
Chiesa di San Pietro
L'edificio si presenta ora con la facciata interamente rifatta nel Settecento, ma che comunque mantiene l'originale struttura a capanna orientata ad ovest caratteristica insieme all'abside a pianta semicircolare di un'architettura romanica "minore".
Una struttura essenziale, impreziosita però dal corredo pittorico che si stende sull'arcata e catino absidali e sulle pareti laterali.
Malcesine - Cassone
Cappella dei SS. Benigno e Caro
Benigno era un santo eremita,che qui visse con San Caro tra il VIII e il IX secolo. La storia ci racconta che il re Pipino, figlio di Carlomagno, si recava presso il loro romitaggio. La leggenda narra che Pipino ordinò di riportare le spoglie di San Zeno nella chiesa a lui dedicata. Secondo la leggenda il corpo sembrava inchiodato al suolo e nessuno riusciva a rimuoverlo. Solo i due santi eremiti riuscirono a sollevarlo solo con le dita e durante il viaggio a Verona furono accompagnati dal diavolo travestito da una merla che li mise a dura prova. Ancor oggi in Malcesine si commemora la traslazione del corpo santo e si chiama "El trasport". Una settimana dopo, la funzione si ripete a Casson.
Fra i loro miracoli è ricordato quello delle rape. Dopo essere stati accusati di vivere con una donna che si prendeva cura di loro,furono chiamati dal diacono e lì avvenne il miracolo. Riuscirono a seminarle la sera e al mattino dopo le rape erano già tantissime e di grandi dimensioni.
Curiosità: "Pensi che siano le rape di San Benigno?"
E'un detto locale usato a risposta di chi chiede lavori fatti in fretta e bene.
LE PIEVI DELLA VALPOLICELLA
Pieve Longobardo-Romanica di S. Giorgio Valpolicella
Nella piazzetta del caratteristico borgo di S. Giorgio Valpolicella o Ingannapoltron domina l'antica Pieve romanica risalente al 712 d.C. sorta presumibilmente sulle rovine di un preesistente tempio pagano eretto dagli Arusnati. All'interno sono conservati un antico ciborio scolpito da Maestro Orso e dai suoi discepoli nel VI sec. d. C., e affreschi del XII e XIII secolo. Contiguo alla Pieve sorge intatto il suggestivo Chiostro del XII sec., e un piccolo Museo che conserva numerosi reperti preistorici risalenti all'età del ferro rinvenuti grazie a recenti scavi condotti nella zona.
Oltre alla sezione archeologica , il Museo di San Giorgio comprende anche una sezione etnografica, dov'è stata ricostruita una tipica casa della Valpolicella dei secoli corsi.
Pieve di S. Floriano
Nominata per la prima volta in un documento del 905, San Floriano è sorta probabilmente sul luogo di una più antica pieve longobarda e per secoli è rimasta la pieve parrocchiale più importante della zona, con un'ampia giurisdizione. La sua struttura a tre navate, ingloba ampi brani di costruzioni romane e presenta una bellissima facciata in tufo a conci regolari; notevoli anche gli elementi longobardi sparsi un po' ovunque nelle murature della chiesa. Adiacente la pieve, sul lato nord spicca un poderoso campanile a base quadrata dalla struttura composita: nella parte inferiore è in pietra, mentre in quella superiore è costruito a strati alternati di conci di tufo e di cotto che gli conferiscono una colorazione policroma.
Pieve di San Pietro
La chiesa di Arbizzano, dedicata a San Pietro, è di origini antichissime. Sul primitivo tempio cristiano (forse del V secolo d.C.) venne edificata la chiesa romanica (XI secolo), di cui oggi rimane lo stupendo portale con tralci di vite e la famosa "doppia crocifissione", lastra di marmo bianco sulle cui facce è raffigurata a bassorilievo la crocifissione. Al periodo romanico risale anche l'edificio adiacente la chiesa. La chiesa attuale risale alla fine del '600 e contiene altre interessanti opere d'arte: un trittico-reliquiario della metà del '300, recentemente restaurato, il fonte battesimale, anch'esso del Trecento, e una vasta tela secentesca. Di particolare rilevanza le sculture settecentesche conservate all'esterno e all'interno della chiesa.
Pieve di San Martino a Negrar
E' nominata per la prima volta in un documento del 1067. Di quell' antica chiesa, forse distrutta dal terremoto del 1117, non si è conservato nulla. Della chiesa romanica, costruita successivamente, rimane invece il bel campanile in tufo, finemente lavorato. Sul lato meridionale il campanile reca incisa una lunghissima iscrizione in lingua latina, la nota "carta lapidaria", che riporta una serie di contratti stipulati dalla Pieve di Negrar. E' datata al 1166 circa. All'interno della chiesa è conservata una serie di interessanti tele seicentesche e settecentesche. L'edificio attuale fu riedificato quasi interamente ai primi dell'800.
Chiesa di San Michele ad Arcè
Sorge isolata all'estremità ovest del paese, in uno spiazzo cinto da un muro. E' ricordata per la prima volta in un documento del 1154. E' un edificio a navata unica eretto in almeno due diverse fasi (XI-XII sec. e metà del '500).
La facciata "a capanna" ha l'ingresso risalente alla prima fase costruttiva, mentre le finestre sono di epoca posteriore. Sul lato meridionale vi è un ingresso secondario sul cui archivolto è graffita una curiosa frase (secondo alcuni una formula magica). La struttura muraria, ben visibile nella facciata e nei fianchi e solo in parte nella piccola abside, mostra una struttura a corsi di ciottoli disposti a spina di pesce: si tratta di una struttura arcaica che è frequente negli esempi più antichi del romanico in terra veronese. La decorazione pittorica è poco consistente, ma quanto rimane è di estremo interesse. Gli affreschi più significativi sono quelli situati nel vano dell'abside, attribuibili alla cerchia di Altichiero da Zevio o a quella di Guariento.
LE PIEVI DELLA LESSINIA IN COSTRUZIONE
Sant'Anna d'Alfaedo - loc. Fosse
Pieve di San Giovanni in Loffa
Tra le cave di lastame, poco oltre Sant'Anna, in direzione di Fosse, una strada asfaltata conduce nella Pineta del Monte Loffa e alla pieve di San Giovanni in Loffa. Fu costruita nel XII secolo in forma romaniche, conserva una semplice facciata a capanna, pianta rettangolare e tre altari. Il campanile in pietra è quadrato e con 4 bifore.
San Mauro di Saline - Chiesa di san Leonardo sul Monte San Moro.
L'edificio è in stile romanico con facciata a capanna e rosone al centro. Risale al 1388. Sorge sul monte di San Moro. In un primo momento dedicata San Mauro, ventisettesimo vescovo di Verona, successivamente a San Leonardo di Limoges. La chiesa è in stile romanico. Ha tre navate e tre absidi rettangolari. Ha un campanile a pianta quadrata con quattro bifore. All'interno sulla porta c'è un'affresco del XIV secolo che raffigura la Madonna con Bambino assieme San Leonardo.San Leonardo è protettore dei prigionieri, dei fabbri, dei carrettieri, pellegrini, gestanti e guaritore di animali domestici. Durante la sagra di San Leonardo in settembre davanti alla chiesa si fa festa in ricordo della fine dell'alpeggio. Fino a qualche decennio fa si svolgeva una fiera del bestiame, ora un mercato con in mostra anche prodotti per l'agricoltura locale.
LE PIEVI DELL' "EST VERONESE"
ALBAREDO D'ADIGE
SANTA MARIA
In documenti antichi, Albaredo era chiamata chiesa battesimale. Come pieve è citata dopo il secolo XIII.
ARCOLE
CHIESA DELL'ALZANA
Santuario e Memoria Contadina. Questa chiesa sorge nel 1150. Chiesa e parco sono trasformati e nel rustico vicino è allestito un piccolo museo di attrezzi contadini e di mestieri di paese. Dal 1986 al 1988 una ristrutturazione consolida l'intera chiesa.
BADIA CALAVENA
MONASTERO DEI SS. PIETRO E VITO
Il monastero benedettino viene costruito su volontà del vescovo di Verona Walterio tra il 1037 ed il 1052, proprio sul colle di San Pietro (mt. 675), sopra le rovine di un antico castello (irreparabilmente danneggiato da un terremoto nel 1117)che era stato eretto in difesa degli abitanti.
CAZZANO DI TRAMIGNA
SAN FELICE
Risale al IX-X secolo. E' costruita sulla strada che scende nella Val Tramigna. Nel luogo, sono rinvenute pietre sepolcrali con iscrizioni gotiche e scheletri. L'abside è un rifacimento del 1400, mentre l'affresco con il Crocefisso è famoso sino in Dalmazia.
SAN PIETRO IN BRIANO
Poggia sopra un colle. Questa chiesa viene costruita nel XIV secolo. E' una piccola cappella ad una navata e ad un abside. La chiesa è restaurata nel dopoguerra. L'interno custodisce affreschi recentemente restaurati.
All'esterno sono presenti una Crocifissione, una Madonna ed alcuni Santi.
LA PIEVE DI COLOGNOLA AI COLLI
Chiesa di Santa Maria della Pieve
La costruzione risale al secolo XI; le prime tracce antropiche risalgono a 5000 anni fa. E' stata eretta sul luogo dove un tempo sorgeva un tempio pagano: vi era il culto del dio Mercurio. Nel Mille diviene pieve romanica dedicata a Santa Maria. Al suo interno, affreschi del XIV e XV secolo ed una raffigurazione del Volto Santo di Lucca, icona medioevale care ai pellegrini che da Roma s'imbarcavano a Venezia e partivano per Gerusalemme (la Postumia conduceva ad imbarcarsi a Venezia).
SANT'ANNA: trovasi tra Giara di Sopra e Illasi.
E' soprannominata 'delle seole' (delle cipolle). E' del XVII secolo, ad una navata.
SANTA GIUSTINA
Eretta nel 1100, è una semplice chiesa romanica con un maestoso campanile.
MONTECCHIA DI CROSARA
CHIESA DI SAN SALVATORE
Si trova in un area che occupa il cimitero. Si avvale di un'antica leggenda: il territorio del signore del feudo si estendeva su Vincenza e province. I suoi avi erano dei longobardi ed i discendenti, i Maltraversi ebbero il potere sino al 1200.
RONCO ALL'ADIGE
ANTICA CHIESA DI RONCO
PIEVE DI SCARDEVARA
E' opera di monaci benedettini. L'alternanza dell'architettura ed il materiale utilizzato confermano l'antichità della chiesa. Sono rimaste tre absidi. Nel 1490, viene consacrato l'altare maggiore e nel 1612 la chiesa diventa parrocchia.
PIEVE DI TOMBAZOSANA
Costruita dall'813 al 920; porta segni d'arte longobarda. E' una delle più antiche dell'intera diocesi veronese. Nel 1117, questo luogo di culto viene distrutto dal terremoto e la ricostruzione ridefinisce spazi e materiale. Nel 1855 si ricostruisce, e nel 1863 viene demolita l'antica pieve.
SAN GIOVANNI ILARIONE
SAN ZENO
E' del XII secolo. Non è mai stata parrocchia. Le origini sono antiche. L'altare è stato inserito nel 1600. Una seria e completa riedificazione inizia nel marzo del 1978 e si conclude nel 1981. Attualmente la chiesa è costituita da materiale misto: pietra bianca, mattoni e sasso nero. Due gli elementi architettonici che la contraddistinguono: la navata antica con il campanile e l'abside.
SOAVE
SAN GIORGIO
Sopra la porta d'ingresso, il bassorilievo di San Giorgio a cavallo mentre sta uccidendo il drago e salvare principessa. San Giorgio risale al XI secolo. La chiesa degrada e nel 1987, ristrutturata, fu riaperta al culto. Dopo mesi di restauro, nel 2004, san Giorgio è tornata alla sua bellezza.
CHIESA DEL CASTELLO
Il primo cortile del castello di Soave, racchiude i resti della chiesetta a tre absidi dell'alto-medioevo. La chiesetta appartiene alla prima fortificazione soavese.
SANTUARIO DELLA BASSANELLA
Nel 1098 durante una pestilenza, dei pastori in valle Ponsara pregarono davanti all'immagine della Madonna perché salvasse i loro famigliari. Nel 1836 si erige un edificio sacro. Il 25 marzo 1837, l'immagine della Madonna è posta nella nicchia.
TREGNAGO
CHIESA DELLA DISCIPLINA
La chiesa della Disciplina, di trova a pochi passa dalla parrocchiale del paese. E' stata costruita nel 1200 in modo semplice, ad un'unica navata. Grazie al recente restauro si può ammirare l'affresco del XIV secolo, un bassorilievo in marmo bianco ed affreschi di Giolfino (pittore veronese del 1500) ed una pala del Brusasorci.
VESTENANOVA
PIEVE di SANT'ANTONIO ABATE
Originaria del XII secolo ed ingrandita in seguito, Sant'Antonio è ancora oggi è uno dei monumenti più caratteristici di cui il paese di Vestananova vanta. Un restauro completo ha portato alla luce affreschi di prestigio: quattro rosoni rappresentano gli evangelisti, due Sant'Antonio Abate, uno
datato 1600, ed uno risalente al 1400. Davanti all'ingresso principale è eretta, per volontà di Baldo Balsemino, una grande croce di pietra, dimostrazione della religiosità del territorio veronese.
LE PIEVI ROMANICHE DELLA PIANURA IN COSTRUZIONE
Anche le chiese della pianura veronese, come quelle di Verona, crollarono con il terremoto del 1117. Qui si riutilizzarono a questo proposito materiali ritrovati in loco risalenti all'epoca romana e longobarda che diedero un carattere più sobrio a queste chiese ma non ne sminuirono la loro importanza.
Isola della Scala, Chiesa della Bastia
La chiesa è sperduta nella campagna isolana, risale al 1126 e rappresenta la testimonianza più antica del paese. Nell'abside si nota un reimpiego di mattoni di epoca romana e all'interno presenta affreschi del Quattrocento.
Erbè, Chiesetta romanica di Santa Maria Novella dell'Erbedello
La chiesa era una antica proprietà dell'abbazia di San Zeno ed è situata vicino al fiume Tione. L'interno è interamente affrescato e le pitture coprono n periodo che va dal XIII al XV secolo.
Gazzo Veronese, Chiesa di Santa Maria Maggiore
La struttura originaria, della quale rimangono resti della pavimentazione musiva, è datata tra l'VIII e il IX secolo. Dopo il terremoto venne riedificato mediante l'utilizzo di materiali di epoca romana.
Cerea, Chiesa di San Zeno
Fu fatta costruire da Matilde di Canossa. E' un caratteristico esempio di edificio romanico. Conserva affreschi datati XIII secolo.
Pieve di San Giovanni Battista in Campagna, Strada Bovolone-Concamarise
Più conosciuta come Chiesa di San Zuan, sembra risalire all'VIII secolo. Davanti alla chiesa c'è un Battistero ottagonale con affreschi del Cinquecento che raffigurano la vita di San Giovanni e la Passione di Cristo.
Bardolino
San Severo
Uno dei capolavori più suggestivi del romanico gardesano da non perdere, si trova proprio a Bardolino lungo la strada Gardesana. Risale al XI sec, ma sorge su una preesistente costruzione dell' 893, come testimoniano gli scavi a vista dell'antica cripta. Entrando nella pieve,nonostante sia posta proprio sulla trafficata via Gardesana, l'atmosfera intima e sacra delle chiesette romaniche riesce a rapire anche il visitatore più distratto e i rumori del lago e delle auto spariscono per incanto. Preziosissimi e singolari cicli di affreschi dei secoli XI e XII sorprendono per i loro colori ancora vivi e rappresentano la Nascita di Cristo e L'Apocalisse e Storie della vera croce. Suscita forte emozione anche il grande crocifisso ligneo che campeggia sull'altare. Appena fuori, lo slanciato campanile romanico conserva al suo interno strutture del periodo dell'Alto medioevo.
Chiesetta e corticella di San Zeno
Splendida e toccante la chiesetta altomedievale carolingia con piccola corte che sorse sul finire del IX sec. come cappella de monastero veronese di San Zeno. Alcuni documenti la datano addirittura al lontano 807. Si presenta a croce latina ed unica, piccola navata con articolato sistema decorativo. Sulle pareti ampi frammenti di affreschi del tempo raffiguranti San Pietro, la Vergine e l'Evangelista Luca.
Eremo di San Giorgio. Oratorio di San Giorgio
Sulla sommità del colle di San Giorgio, nel territorio del comune di Bardolino, sorge il
panoramico Eremo camaldolese, proprio a picco sul lago di Garda, che offre incantevoli visioni. Sulle rovine dell'antico oratorio oggi sorge la cappella monacale ad una navata e tre cappelle laterali che custodiscono magnifiche pale d'altare tra cui una pala di scuola veneziana che ha per soggetto San Giorgio e il drago.
Chiesetta di San Vito
Dall'Eremo, scendendo verso Bardolino e superata la contrada di Cortelline ci si imbatte nella chiesetta di origine altomedievale dedicata a San Vito. La torre campanaria fu ristrutturata in epoca romanica.
Lazise
Chiesetta romanica di San Nicolò
Dedicata al protettore delle acque, si affaccia sul pittoresco porticciolo al centro di Lazise. Sulle sue pareti frammenti di affreschi trecenteschi di scuola veronese. All'esterno una caratteristica edicola con il volto rasserenante di una Madonna con Bambino, bizantineggiante, del sec. XIII.
Cisano
Pieve di Santa Maria di Cisano
Sulla statale verso Lazise, a circa 3 km a sud di Bardolino si trova la romanica Pieve di Santa Maria . All'interno della muratura si trovano inseriti frammenti di plutei carolingi ed elementi di un calendario locale. Dell'antico edificio romanico rimangono la facciata a capanna, il bel campanile e il caratteristico alternarsi di corsi alternati di laterizio e ciottoli, il bellissimo protiro che somiglia molto a quello della Cattedrale a Verona. Notevole l'abside ad elevato cromatismo, tipico dell'arte romanica veronese. All'interno una pala d'altare databile al '500 raffigurante l'Immacolata Concezione e una Madonna lignea.
Caprino fraz. di Ceredello
Chiesetta di Santa Cristina
La chiesetta romanica spunta solitaria nella campagna di Caprino e conserva al suo interno affreschi trecenteschi. che sovrasta la piana di Caprino. Le sue origini sono datate al secolo XIII, quando si attestava la presenza di una fiera tradizionale e di una chiesa. Nel corso della peste del 1630 , la chiesa fu adibita a lazzaretto. In seguito si resero necessari vari interventi di disinfestazione come l'intonacatura a calce che imbiancò le pareti interne, ricoprendo purtroppo anche gli affreschi trecenteschi. A fine '800 vennero alla luce, ampi frammenti degli originali affreschi del 1300. Attualmente la chiesa è oggetto di particolare devozione da parte della gente di Ceredello, che festeggia la santa patrona il 24 luglio con cerimonie religiose ed una tradizionale sagra.
Castion
Chiesetta di San Verulo
Di origine romanica risalente al XIV sec.
Affi
Chiesetta romanica di San Bartolomeo
Si pensa che questa chiesetta risalga al lontano sec XIII. Gli interessantissimi affreschi al suo interno sono stati recentemente restaurati, mostrano un succedersi di epoche pittoriche e propongono immagini del Santo che morì scuoiato,(notare l'iconografia che lo ritrae con in coltello dalla lunga lama affilata), protettore dunque dei macellai e legato alla figura del maiale. Si noti infatti nella bellissima Ultima Cena sulla parete sinistra che al posto del pesce davanti alla figura di Gesù c'è un piatto in cui si riconosce proprio un maialino. A fine Agosto, il 24, Affi è in festa per celebrare i "porsèi" (maiali). Meravigliosa e luminosa la Vergine con il Bambino raffigurata sulla porta di ingresso venuta fuori proprio nei recenti restauri, di cui si ignorava l'esistenza. Di valore anche la Madonna in trono con Bambino.
Curiosità: Detti popolari
"A San Bartolomio, ogni fruto l'è compio": ogni frutto è maturo.
"de San Bartolomio le rondene va con Dio" A fine estate le rondini migrano.
Brenzone
Ogni mercoledì, giugno-settembre, visita guidata - a piedi ed in bus - alle Chiese medievali di Brenzone
Informazioni ed iscrizioni: IAT - Pro Loco "Per Brenzone".
I.A.T. Tourist Office PRO LOCO "PER BRENZONE"
Via Zanardelli, 38
I - 37010 Porto di Brenzone (VR)
Tel. e Fax +39 045 7420076
www.brenzone.it - info@brenzone.it
Biasa
Chiesa di Sant' Antonio
Non si conoscono con certezza le origini della chiesa di Sant'Antonio Abate. Secondo gli affreschi interni si può datare alla seconda metà del Trecento. La facciata sporge su un dirupo. La nobile famiglia dei Brenzone la scelse come custode della tomba di famiglia e ancor oggi si possono scorgere i loro nomi a ricordo del monumento funebre andato perduto.
Castelletto
Chiesa di Sanzen de l'Oselét
Capolavoro d'arte romanica di origini molto antiche con interessanti affreschi. Si tratta di un ciclo pittorico recentemente restaurato. L'edificio sorge forse sulle rovine di un antico tempio pagano, ma quello che si può vedere oggi in forme romaniche risale ai secoli XI-XII e XIII. Sulle pareti della navata minore si ammirano affreschi tardo romanici d'impronta bizantina.
Assenza
Chiesa di San Nicola
Era dedicata al santo protettore dalle insidie delle acque ed è documentata a partire dal sec. XII. All'interno si possono ammirare tracce di antichi affreschi. L'interno, segnato dai due arconi gotici quattrocenteschi, è a un'unica navata. Lungo la parete di settentrione un piccolo ingresso laterale, d'epoca romanica, conduceva al piccolo cimitero contiguo. Il tetto della navata è a capriate scoperte, il coro è coperto da una doppia volta a crociera con vele gotiche. Le pareti interne conservano interessanti riquadri affrescati eseguiti intorno alla fine del Duecento e Trecento.
Campo
Chiesa di San Pietro
L'edificio si presenta ora con la facciata interamente rifatta nel Settecento, ma che comunque mantiene l'originale struttura a capanna orientata ad ovest caratteristica insieme all'abside a pianta semicircolare di un'architettura romanica "minore".
Una struttura essenziale, impreziosita però dal corredo pittorico che si stende sull'arcata e catino absidali e sulle pareti laterali.
Malcesine - Cassone
Cappella dei SS. Benigno e Caro
Benigno era un santo eremita,che qui visse con San Caro tra il VIII e il IX secolo. La storia ci racconta che il re Pipino, figlio di Carlomagno, si recava presso il loro romitaggio. La leggenda narra che Pipino ordinò di riportare le spoglie di San Zeno nella chiesa a lui dedicata. Secondo la leggenda il corpo sembrava inchiodato al suolo e nessuno riusciva a rimuoverlo. Solo i due santi eremiti riuscirono a sollevarlo solo con le dita e durante il viaggio a Verona furono accompagnati dal diavolo travestito da una merla che li mise a dura prova. Ancor oggi in Malcesine si commemora la traslazione del corpo santo e si chiama "El trasport". Una settimana dopo, la funzione si ripete a Casson.
Fra i loro miracoli è ricordato quello delle rape. Dopo essere stati accusati di vivere con una donna che si prendeva cura di loro,furono chiamati dal diacono e lì avvenne il miracolo. Riuscirono a seminarle la sera e al mattino dopo le rape erano già tantissime e di grandi dimensioni.
Curiosità: "Pensi che siano le rape di San Benigno?"
E'un detto locale usato a risposta di chi chiede lavori fatti in fretta e bene.
LE PIEVI DELLA VALPOLICELLA
Pieve Longobardo-Romanica di S. Giorgio Valpolicella
Nella piazzetta del caratteristico borgo di S. Giorgio Valpolicella o Ingannapoltron domina l'antica Pieve romanica risalente al 712 d.C. sorta presumibilmente sulle rovine di un preesistente tempio pagano eretto dagli Arusnati. All'interno sono conservati un antico ciborio scolpito da Maestro Orso e dai suoi discepoli nel VI sec. d. C., e affreschi del XII e XIII secolo. Contiguo alla Pieve sorge intatto il suggestivo Chiostro del XII sec., e un piccolo Museo che conserva numerosi reperti preistorici risalenti all'età del ferro rinvenuti grazie a recenti scavi condotti nella zona.
Oltre alla sezione archeologica , il Museo di San Giorgio comprende anche una sezione etnografica, dov'è stata ricostruita una tipica casa della Valpolicella dei secoli corsi.
Pieve di S. Floriano
Nominata per la prima volta in un documento del 905, San Floriano è sorta probabilmente sul luogo di una più antica pieve longobarda e per secoli è rimasta la pieve parrocchiale più importante della zona, con un'ampia giurisdizione. La sua struttura a tre navate, ingloba ampi brani di costruzioni romane e presenta una bellissima facciata in tufo a conci regolari; notevoli anche gli elementi longobardi sparsi un po' ovunque nelle murature della chiesa. Adiacente la pieve, sul lato nord spicca un poderoso campanile a base quadrata dalla struttura composita: nella parte inferiore è in pietra, mentre in quella superiore è costruito a strati alternati di conci di tufo e di cotto che gli conferiscono una colorazione policroma.
Pieve di San Pietro
La chiesa di Arbizzano, dedicata a San Pietro, è di origini antichissime. Sul primitivo tempio cristiano (forse del V secolo d.C.) venne edificata la chiesa romanica (XI secolo), di cui oggi rimane lo stupendo portale con tralci di vite e la famosa "doppia crocifissione", lastra di marmo bianco sulle cui facce è raffigurata a bassorilievo la crocifissione. Al periodo romanico risale anche l'edificio adiacente la chiesa. La chiesa attuale risale alla fine del '600 e contiene altre interessanti opere d'arte: un trittico-reliquiario della metà del '300, recentemente restaurato, il fonte battesimale, anch'esso del Trecento, e una vasta tela secentesca. Di particolare rilevanza le sculture settecentesche conservate all'esterno e all'interno della chiesa.
Pieve di San Martino a Negrar
E' nominata per la prima volta in un documento del 1067. Di quell' antica chiesa, forse distrutta dal terremoto del 1117, non si è conservato nulla. Della chiesa romanica, costruita successivamente, rimane invece il bel campanile in tufo, finemente lavorato. Sul lato meridionale il campanile reca incisa una lunghissima iscrizione in lingua latina, la nota "carta lapidaria", che riporta una serie di contratti stipulati dalla Pieve di Negrar. E' datata al 1166 circa. All'interno della chiesa è conservata una serie di interessanti tele seicentesche e settecentesche. L'edificio attuale fu riedificato quasi interamente ai primi dell'800.
Chiesa di San Michele ad Arcè
Sorge isolata all'estremità ovest del paese, in uno spiazzo cinto da un muro. E' ricordata per la prima volta in un documento del 1154. E' un edificio a navata unica eretto in almeno due diverse fasi (XI-XII sec. e metà del '500).
La facciata "a capanna" ha l'ingresso risalente alla prima fase costruttiva, mentre le finestre sono di epoca posteriore. Sul lato meridionale vi è un ingresso secondario sul cui archivolto è graffita una curiosa frase (secondo alcuni una formula magica). La struttura muraria, ben visibile nella facciata e nei fianchi e solo in parte nella piccola abside, mostra una struttura a corsi di ciottoli disposti a spina di pesce: si tratta di una struttura arcaica che è frequente negli esempi più antichi del romanico in terra veronese. La decorazione pittorica è poco consistente, ma quanto rimane è di estremo interesse. Gli affreschi più significativi sono quelli situati nel vano dell'abside, attribuibili alla cerchia di Altichiero da Zevio o a quella di Guariento.
LE PIEVI DELLA LESSINIA IN COSTRUZIONE
Sant'Anna d'Alfaedo - loc. Fosse
Pieve di San Giovanni in Loffa
Tra le cave di lastame, poco oltre Sant'Anna, in direzione di Fosse, una strada asfaltata conduce nella Pineta del Monte Loffa e alla pieve di San Giovanni in Loffa. Fu costruita nel XII secolo in forma romaniche, conserva una semplice facciata a capanna, pianta rettangolare e tre altari. Il campanile in pietra è quadrato e con 4 bifore.
San Mauro di Saline - Chiesa di san Leonardo sul Monte San Moro.
L'edificio è in stile romanico con facciata a capanna e rosone al centro. Risale al 1388. Sorge sul monte di San Moro. In un primo momento dedicata San Mauro, ventisettesimo vescovo di Verona, successivamente a San Leonardo di Limoges. La chiesa è in stile romanico. Ha tre navate e tre absidi rettangolari. Ha un campanile a pianta quadrata con quattro bifore. All'interno sulla porta c'è un'affresco del XIV secolo che raffigura la Madonna con Bambino assieme San Leonardo.San Leonardo è protettore dei prigionieri, dei fabbri, dei carrettieri, pellegrini, gestanti e guaritore di animali domestici. Durante la sagra di San Leonardo in settembre davanti alla chiesa si fa festa in ricordo della fine dell'alpeggio. Fino a qualche decennio fa si svolgeva una fiera del bestiame, ora un mercato con in mostra anche prodotti per l'agricoltura locale.
LE PIEVI DELL' "EST VERONESE"
ALBAREDO D'ADIGE
SANTA MARIA
In documenti antichi, Albaredo era chiamata chiesa battesimale. Come pieve è citata dopo il secolo XIII.
ARCOLE
CHIESA DELL'ALZANA
Santuario e Memoria Contadina. Questa chiesa sorge nel 1150. Chiesa e parco sono trasformati e nel rustico vicino è allestito un piccolo museo di attrezzi contadini e di mestieri di paese. Dal 1986 al 1988 una ristrutturazione consolida l'intera chiesa.
BADIA CALAVENA
MONASTERO DEI SS. PIETRO E VITO
Il monastero benedettino viene costruito su volontà del vescovo di Verona Walterio tra il 1037 ed il 1052, proprio sul colle di San Pietro (mt. 675), sopra le rovine di un antico castello (irreparabilmente danneggiato da un terremoto nel 1117)che era stato eretto in difesa degli abitanti.
CAZZANO DI TRAMIGNA
SAN FELICE
Risale al IX-X secolo. E' costruita sulla strada che scende nella Val Tramigna. Nel luogo, sono rinvenute pietre sepolcrali con iscrizioni gotiche e scheletri. L'abside è un rifacimento del 1400, mentre l'affresco con il Crocefisso è famoso sino in Dalmazia.
SAN PIETRO IN BRIANO
Poggia sopra un colle. Questa chiesa viene costruita nel XIV secolo. E' una piccola cappella ad una navata e ad un abside. La chiesa è restaurata nel dopoguerra. L'interno custodisce affreschi recentemente restaurati.
All'esterno sono presenti una Crocifissione, una Madonna ed alcuni Santi.
LA PIEVE DI COLOGNOLA AI COLLI
Chiesa di Santa Maria della Pieve
La costruzione risale al secolo XI; le prime tracce antropiche risalgono a 5000 anni fa. E' stata eretta sul luogo dove un tempo sorgeva un tempio pagano: vi era il culto del dio Mercurio. Nel Mille diviene pieve romanica dedicata a Santa Maria. Al suo interno, affreschi del XIV e XV secolo ed una raffigurazione del Volto Santo di Lucca, icona medioevale care ai pellegrini che da Roma s'imbarcavano a Venezia e partivano per Gerusalemme (la Postumia conduceva ad imbarcarsi a Venezia).
SANT'ANNA: trovasi tra Giara di Sopra e Illasi.
E' soprannominata 'delle seole' (delle cipolle). E' del XVII secolo, ad una navata.
SANTA GIUSTINA
Eretta nel 1100, è una semplice chiesa romanica con un maestoso campanile.
MONTECCHIA DI CROSARA
CHIESA DI SAN SALVATORE
Si trova in un area che occupa il cimitero. Si avvale di un'antica leggenda: il territorio del signore del feudo si estendeva su Vincenza e province. I suoi avi erano dei longobardi ed i discendenti, i Maltraversi ebbero il potere sino al 1200.
RONCO ALL'ADIGE
ANTICA CHIESA DI RONCO
PIEVE DI SCARDEVARA
E' opera di monaci benedettini. L'alternanza dell'architettura ed il materiale utilizzato confermano l'antichità della chiesa. Sono rimaste tre absidi. Nel 1490, viene consacrato l'altare maggiore e nel 1612 la chiesa diventa parrocchia.
PIEVE DI TOMBAZOSANA
Costruita dall'813 al 920; porta segni d'arte longobarda. E' una delle più antiche dell'intera diocesi veronese. Nel 1117, questo luogo di culto viene distrutto dal terremoto e la ricostruzione ridefinisce spazi e materiale. Nel 1855 si ricostruisce, e nel 1863 viene demolita l'antica pieve.
SAN GIOVANNI ILARIONE
SAN ZENO
E' del XII secolo. Non è mai stata parrocchia. Le origini sono antiche. L'altare è stato inserito nel 1600. Una seria e completa riedificazione inizia nel marzo del 1978 e si conclude nel 1981. Attualmente la chiesa è costituita da materiale misto: pietra bianca, mattoni e sasso nero. Due gli elementi architettonici che la contraddistinguono: la navata antica con il campanile e l'abside.
SOAVE
SAN GIORGIO
Sopra la porta d'ingresso, il bassorilievo di San Giorgio a cavallo mentre sta uccidendo il drago e salvare principessa. San Giorgio risale al XI secolo. La chiesa degrada e nel 1987, ristrutturata, fu riaperta al culto. Dopo mesi di restauro, nel 2004, san Giorgio è tornata alla sua bellezza.
CHIESA DEL CASTELLO
Il primo cortile del castello di Soave, racchiude i resti della chiesetta a tre absidi dell'alto-medioevo. La chiesetta appartiene alla prima fortificazione soavese.
SANTUARIO DELLA BASSANELLA
Nel 1098 durante una pestilenza, dei pastori in valle Ponsara pregarono davanti all'immagine della Madonna perché salvasse i loro famigliari. Nel 1836 si erige un edificio sacro. Il 25 marzo 1837, l'immagine della Madonna è posta nella nicchia.
TREGNAGO
CHIESA DELLA DISCIPLINA
La chiesa della Disciplina, di trova a pochi passa dalla parrocchiale del paese. E' stata costruita nel 1200 in modo semplice, ad un'unica navata. Grazie al recente restauro si può ammirare l'affresco del XIV secolo, un bassorilievo in marmo bianco ed affreschi di Giolfino (pittore veronese del 1500) ed una pala del Brusasorci.
VESTENANOVA
PIEVE di SANT'ANTONIO ABATE
Originaria del XII secolo ed ingrandita in seguito, Sant'Antonio è ancora oggi è uno dei monumenti più caratteristici di cui il paese di Vestananova vanta. Un restauro completo ha portato alla luce affreschi di prestigio: quattro rosoni rappresentano gli evangelisti, due Sant'Antonio Abate, uno
datato 1600, ed uno risalente al 1400. Davanti all'ingresso principale è eretta, per volontà di Baldo Balsemino, una grande croce di pietra, dimostrazione della religiosità del territorio veronese.
LE PIEVI ROMANICHE DELLA PIANURA IN COSTRUZIONE
Anche le chiese della pianura veronese, come quelle di Verona, crollarono con il terremoto del 1117. Qui si riutilizzarono a questo proposito materiali ritrovati in loco risalenti all'epoca romana e longobarda che diedero un carattere più sobrio a queste chiese ma non ne sminuirono la loro importanza.
Isola della Scala, Chiesa della Bastia
La chiesa è sperduta nella campagna isolana, risale al 1126 e rappresenta la testimonianza più antica del paese. Nell'abside si nota un reimpiego di mattoni di epoca romana e all'interno presenta affreschi del Quattrocento.
Erbè, Chiesetta romanica di Santa Maria Novella dell'Erbedello
La chiesa era una antica proprietà dell'abbazia di San Zeno ed è situata vicino al fiume Tione. L'interno è interamente affrescato e le pitture coprono n periodo che va dal XIII al XV secolo.
Gazzo Veronese, Chiesa di Santa Maria Maggiore
La struttura originaria, della quale rimangono resti della pavimentazione musiva, è datata tra l'VIII e il IX secolo. Dopo il terremoto venne riedificato mediante l'utilizzo di materiali di epoca romana.
Cerea, Chiesa di San Zeno
Fu fatta costruire da Matilde di Canossa. E' un caratteristico esempio di edificio romanico. Conserva affreschi datati XIII secolo.
Pieve di San Giovanni Battista in Campagna, Strada Bovolone-Concamarise
Più conosciuta come Chiesa di San Zuan, sembra risalire all'VIII secolo. Davanti alla chiesa c'è un Battistero ottagonale con affreschi del Cinquecento che raffigurano la vita di San Giovanni e la Passione di Cristo.



